La prevenzione

Prevenzione dai rischi di caduta

Ai fini della prevenzione degli infortuni e dei rischi per la salute, importanza prioritaria va attribuita ai provvedimenti d’ordine tecnico-organizzativo diretti ad eliminare o ridurre sufficientemente i pericoli alla fonte ed a proteggere i lavoratori mediante mezzi di protezione collettivi. Tuttavia, ove queste misure da sole non bastino ad evitare o ridurre sufficientemente i rischi per la sicurezza e la salute durante il lavoro, in relazione alla quota ineliminabile di rischio residuo, subentra l’obbligo del ricorso ai DPI.

Deve essere predisposta, nell’ambito della valutazione dei rischi, una procedura che preveda l’intervento di emergenza in aiuto del lavoratore, rimasto sospeso al sistema di arresto caduta, che necessiti di assistenza o aiuto da parte di altri lavoratori. Quindi, nel caso in cui nei lavori in quota, si rende necessario l’uso di un sistema di arresto caduta, all’interno della unità di lavoro deve essere prevista la presenza di lavoratori che posseggano la capacità operativa di garantire autonomamente l’intervento di emergenza in aiuto del lavoratore sospeso al sistema di arresto caduta. Nel caso che, a seguito di analisi del rischio e della conformità dei luoghi di lavoro, si ritiene che non sia possibile operare in maniera autonoma, deve essere determinata un’apposita procedura del soccorso pubblico.


Le sette regole d'oro

1) Valutazione dei rischi

Valutazione dei rischi propri del cantiere connessi a:

  • tipologia di attività lavorativa svolta;
  • condizioni climatiche e meteorologiche;
  • morfologia del sito;
  • presenza di fattori di rischio potenziali esterni;
  • presenza di lavori e cantieri limitrofi;
  • congestione del sito.

2) Valutazione del quadro clinico e psicoattitudinale

Valutazione del quadro clinico e psicoattitudinale dell'operatore a cura del medico competente e del datore di lavoro.
 

3) Privilegiare i DPC

Nelle opere di prevenzione e protezione contro le cadute dall'alto si devono privilegiare le protezioni di tipo collettivo
 

4) Utilizzo dei DPI

Nel caso in cui non sia possibile predisporre adeguate misure di sicurezza di tipo collettivo, gli operatori de­vono fare uso di dispositivi di protezione individuali (DPI), distinguendo e verificando ogni singolo compo­nente:
Punto di ancoraggio:

  • verifica di resistenza statica a 10 kN
  • innesto dei punti di ancoraggio a parti strutturali rigide

Collegamento con l’operatore:

  • scelta di collegamenti a seconda delle esigenze dei lavori;
  • scelta di collegamenti a seconda del tipo di dispositivo che si adotta.

lmbracatura:
scelta dell'imbracatura a seconda delle esigenze dei lavori;
scelta dell'imbracatura a seconda del tipo di dispositivo che si adotta.

Elementi di collegamento:
scelta di moschettoni, ganci e pinze opportuni  

5) Tirante d'aria ed effetto pendolo

Occorre considerare, sempre eventuali conseguenze derivanti dall'effetto pendolo e dal, tirante d'aria, a seconda del dispositivo anticaduta utilizzato.
Bisogna seguire fedelmente le specifiche disposizioni riportate sui manuali di istruzione all’uso dei mezzi di protezione utilizzati, avendo cura di riporli in ambienti ventilati, non riscaldati e asciutti.
Si deve evitare il contatto con sostanze caustiche, spigoli o altro che possa deteriorare le parti di fibra e cuoio. Prima di ogni utilizzo ne va verificata l’efficienza e l’integrità
Qualora i dispositivi entrino in azione, vanno inviati presso il centro di assistenza della casa fornitrice per le revisioni del caso.
 

6) Evitare comportamenti a rischio

Evitare le situazioni ed i comportamenti a rischio anche se si è opportunamente imbracati.

7) Segnaletica

La segnaletica deve essere posizionata presso il luogo dove esiste la possibilità di incidente o dove i rischi si possono manifestare; pertanto non si deve ritenere esaustiva in alcun modo l’installazione di un unico cartello che riassuma i rischi in essere o potenziali presenti in cantiere. Da considerare quindi una specifica segnaletica per:
il rischio di caduta o inciampamento nel luogo in cui risiede tale rischio;
ricordare l'obbligo di imbracatura dove insisterà il punto di ancoraggio.
 
 

FATTORE DI CADUTA

E' necessario capire i fattori di caduta per ridurre i rischi !

Sono tre i fattori di caduta a seconda della posizione del punto di ancoraggio. Sono utili per determinare la distanza potenziale di caduta di un lavoratore e quindi per assicurare che non ci sia rischio di impatto con il terreno l'eventuale piano inferiore. Qunado possibile, il lavoratore dovrebbe sempre usare un punto di ancoraggio a livello delle spalle o sopra (detto rispettivamente Fattore1 o 0). Un punto di ancoraggio più alto riduce la distanza di caduta e quindi riduce in maniera significativa il rischio di lesioni dovute alle forze di impatto di una caduta.

  • Fattore 2 (ancoraggio in punto sotto l'altezza del piede): il lavoratore cade per 5,75m ovvero due volte la lunghezza del cordino più l'assorbitore di energia dispiegato
  • Fattore 1 (ancoraggio in punto all'altezza della spalla o superiore): il lavoratore cade per massimo 3,75m ovvero l'altezza del lavoratore e la lunghezza dell'assorbitore di energia dispiegato
  • Fattore 0 (ancoraggio teso sopra la testa) il lavoratore cade per un massimo di 1,75m ovvero la lunghezza dell'assorbitore di energia, nel caso si dispiegasse

Quando si usa un cordino con assorbitore di energia, è importante capire come si calcola la distanza potenziale della caduta per evitare l'impatto con strutture sottostanti. Un calcolo approssimativo che indica la distanza minima necessaria tra punto di ancoraggio del cordino (supponendo fattore di caduta 2) e la struttura sottostante, è il seguente:

  • due volte la lunghezza del cordino (equivalente alla lunghezza del cordino e all'altezza del lavoratore)
  • + 1,75m la distanza di decelerazione pe l'allungamento massimo dell'assorbitore di energia e deformazione del cordino
  • + 1 m di margine di sicurezza

ad esempio usando un cordino di 2 m di lunghezza con fattore di caduta 2 si ha:

2 x 2 m + 1,75 m + 1 m = 6,75 m tirante d'aria libero necessario

invece usando un cordino di 1,5 m con fattore di caduta 2 si ha:

2 x 1,5 m + 1,75 m + 1m = 5,75 m tirante d'aria libero necessario

In caso di dubbi si può tenere presente che i dispositivi retrattili contengono l'eventuale distanza in 3m. Un dispositivo retrattile a richiamo automatico ferma la caduta in pochi centimetri ed è quindi la soluzione ideale per lavorare con piani di lavoro poco distanti, quando un cordino con assorbitore di energia non sarebbe in grado di evitare l'impatto con l'ostacolo sottostante.

E' importante inoltre tenere presente che se il dispositivo non è ancorato verticalmente sopra l'operatore questo, in caso di caduta, oscillerà lateralmente (effetto pendolo) con il rischio di riportare delle ferite sbattendo al suolo o contro un ostacolo posto accanto a lui. Se non è possibile adottare un punto di ancoraggio in modo da evitare questo rischio, si consiglia di usarne due ai lati del lavoratore così da evitare qualsiasi oscillazione.