Le normative in materia Sicurezza anticaduta

-Nuova legge per Sistemi Anticaduta fissi Uni 11578 e Uni En

La Direttiva europea prevede che i datori di lavoro oppure i gestori dei cantieri forniscano equipaggiamenti di protezione anticaduta per le persone che lavorano in quota (a partire da ca. 2 m). Se non è possibile eliminare i rischi con soluzioni tecniche o costruttive e se non è possibile ricorrere a misure preventive, il datore di lavoro deve prendere in considerazione l’impiego di sistemi anticaduta e di accesso in alto ed adeguati dispositivi di protezione individuale.
Le leggi prevedono per i lavori eseguiti ad una altezza superiore a 2 metri con rischio di caduta la predisposizione di idonee opere provvisionali (es. ponteggi, parapetti, uso di autoscala ecc…). Le normative di sicurezza concedono però una deroga a tale disposizione se vengono effettuati lavori di breve durata (ispezioni, semplici manutenzioni, installazioni di impianti ecc…) mediante personale addestrato che utilizzi idonei sistemi anticaduta (es. linea vita certificata, imbracatura di sicurezza).
Numerose sono le leggi a cui si fa riferimento:

  • direttive europee
  • normativa di settore
  • circolari e chiarimenti
  • linee guida ISPESL
  • linee guida di altri enti
  • norme e regolamenti regionali di rilievo
  • accordi di formazione
  • norme tecniche

La normativa attuale prevede che le figure quali Proprietari di immobili (compresi privati) Datori di lavoro, costruttori, amministratori di stabili hanno la responsabilità legale di garantire la sicurezza e la conformità di manufatti, ambienti ed impianti durante la fasi di costruzione, manutenzione, delle strutture stesse.

Numerose disposizioni nazionali ed europee prevedono di considerare la sicurezza e la protezione contro le cadute dall’alto e la salute sul lavoro in ogni fase di lavoro e fin dal momento della progettazione. Trovare soluzioni semplici e sicure e’ un dovere etico oltre che legale.

La sicurezza prevede una serie di interventi, principalmente di eliminare o ridurre al minimo la possibilità della caduta dall’alto degli operatori; prevede la fornitura di idonei dispositivi di protezione collettiva e individuale, la formazione e l’addestramento in modo idoneo chiunque sia esposto ad un rischio.

La normativa italiana prevede varie disposizione in merito alla sicurezza in quota. Le principali sono:
Nei lavori che sono eseguiti ad un'altezza superiore ai m.2, devono essere adottate, seguendo lo sviluppo dei lavori stessi, adeguate impalcature o ponteggi o idonee opere provvisionali o comunque precauzioni atte ad eliminare i pericoli di caduta di persone e di cose.
Il datore di lavoro mette a disposizione dei lavoratori attrezzature adeguate al lavoro da svolgere ovvero adattate a tali scopi ed idonee ai fini della sicurezza e della salute. Il datore di lavoro attua le misure tecniche ed organizzative adeguate per ridurre al minimo i rischi connessi all'uso delle attrezzature di lavoro da parte dei lavoratori e per impedire che dette attrezzature possano essere utilizzate per operazioni e secondo condizioni per le quali non sono adatte. 

Il datore di lavoro, nei casi in cui i lavori temporanei in quota non possono essere eseguiti in condizioni di sicurezza e in condizioni ergonomiche adeguate a partire da un luogo adatto allo scopo, sceglie le attrezzature di lavoro più idonee a garantire e mantenere condizioni di lavoro sicure, in conformità ai seguenti criteri:
 

  1. priorità alle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale;
  2. dimensioni delle attrezzature di lavoro confacenti alla natura dei lavori da eseguire, alle sollecitazioni prevedibili e ad una circolazione priva di rischi.

NUOVA NORMATIVA UNI 11578:2015 PER SISTEMI ANTICADUTA FISSI LINEA VITA FISSA

Entrata a far parte del corpus normativo italiano a far data dal 9 aprile  2015, la UNI 11578:2015 si riferisce unicamente ai dispositivi di ancoraggio di tipo permanente e non a quelli di tipo temporaneo, rimovibili e trasportabili per i quali si applica la UNI EN 795:2012 e la UNI CEN/TS 16415.

È dunque una norma che principalmente è rivolta alle aziende produttrici (fabbricanti) di detti dispositivi in quanto vi sono indicati i requisiti ed i metodi di prova da sostenere per ciascun nuovo prodotto sia esso un ancoraggio puntuale o lineare. Si sottolinea l’attenzione sui termini “nuovo prodotto” per chiarire che la UNI 11578:2015 è riferita ai prodotti che alla data del 9 aprile 2015 dovevano ancora essere immessi sul mercato ovvero tutti gli eventuali “vecchi” prodotti “marcati” UNI EN 795:2002 possono ancora essere commercializzati liberamente fatta salva la legittima richiesta della committenza ad avere un prodotto rispondente ai più recenti standard produttivi.

A differenza della UNI EN 795:2002 la nuova norma tecnica italiana UNI 11578:2015:

  • Elenca i vari dispositivi di ancoraggio in “ tipi” anziché in “classi”,
  • Si riferisce unicamente a dispositivi di tipo “ A ” , “ C ” e “ D ” ovvero rimanda i dispositivi portatili “ B “ e “E“ alla norma UNI EN 795:2012 in quanto temporanei, rimovibili e trasportabili,
  • Fissa in maniera puntuale i metodi di prova ed i requisiti a cui un dispositivo di ancoraggio deve sottostare in funzione anche della geometria complessa di ogni sistema di ancoraggio ed obbliga il fabbricante a fissare i limiti di applicazione di ciascun dispositivo sia in termini di numero di operatori, lunghezza minima e massima di un dispositivo di ancoraggio lineare, numero massimo di deviazioni ecc…
  • Introduce il concetto di “ispezione periodica” e fornisce un esempio di procedura di approccio al problema dell’esame periodico dei dispositivi di ancoraggio; in mancanza di alcuni elementi significativi propri di ogni installazione si può arrivare alla conclusione di dover sostituire l’impianto anticaduta perché ad esempio non è possibile esprimere alcuna valutazione in merito al fissaggio e alla sicurezza dello stesso.

 LINEE GUIDA PER LA SCELTA, L'USO LA MANUTENZIONE DI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE CONTRO LE CADUTE DALL'ALTO 

 

Obbligo linee vita in Veneto: nuova integrazione 2015 Linee vita 

Comunichiamo che abbiamo ricevuto oggi l’estratto dell’integrazione alla Legge regionale n.28 del 25 settembre 2014 che, modificando l’art. 79 bis della Legge Regionale nr. 61 del 27 giugno 1985, eliminava l’obbligo dell’installazione di impianti anticaduta nella Regione del Veneto. A quanto pare ritorna l’obbligo: alleghiamo il documento ricevuto al quale daremo un parere nei prossimi giorni. Le linee vita sono obbligatorie in presenza di impianti tecnologici in copertura, le linee vita possono essere costituite da Punti di ancoraggio.

E' ATTIVA la Nuova Legge Regionale Friuli Venezia Giulia per SISTEMI ANTICADUTA  DALL'ALTO Legge regionale 16 ottobre 2015, n. 24

Il 09 Aprile è stata Pubblicata la nuova norma UNI sugli ancoraggi permanenti. Si tratta della norma UNI 11578:2015.

Pubblicata la nuova norma UNIv 11578:2015 “Dispositivi di ancoraggio destinati all’installazione permanente – Requisiti e metodi di prova” che va a colmare alcune “carenze” insite nella precedente Uni En 795:2012 e Uni Cen/Ts 16415:2013.

 

 

Il 21 Aprile è stata Pubblicata ED è ENTRATA IN VIGORE la nuova Legge Regionale 16/10/15 n.24 UNI sugli ancoraggi permanenti. Si tratta della norma PER SISTEMI ANTICADUTA IN FRIULI VENEZIA GIULIA. LEGGE REGIONALE DEL 16 OTTOBRE 2015 NR. 24